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Thermaltake Silver-River II

Ho sia un PC desktop che un portatile e cercavo una soluzione per gestirli con un unico profilo utente, senza spendere tanti soldi. Potevo mantenerne due sincronizzati ma così avrei sprecato troppo spazio (all’incirca 8 GB di dati) e tempo tra upload e download da uno all’altro; inoltre sarei stato costretto a lasciare i due computer accesi per la sincronizzazione. Nel mio caso era meglio condividere un disco rigido fra i due elaboratori.
Il Thermaltake Silver River II è un dispositivo ultra compatto con collegamento USB per il trasporto dei dati memorizzati su un hard disk di tipo SATA da 2.5” di larghezza, quelli comunemente montati all’interno dei portatili.

Confezione Silver-River II
Confezione Silver-River II

La scatola di questa componente hardware ha dimensioni contenute, di solido cartone e con una veste grafica elegante. Lo sfondo bianco mette subito in risalto l’immagine dell’apparecchio posta al centro della parte superiore della scatola. Le informazioni tecniche più dettagliate sono riportate sul lato inferiore, mentre sui fianchi appaiono alcune piccole foto dei suoi caratteri distintivi: la rifinitura a taglio di diamante; la superficie di metallo trattata con abrasivi e verniciata di nero; l’indicatore LED e gli accessori presenti nella confezione (il cacciavite, la custodia protettiva, la garanzia e le istruzioni d’installazione). L’imballaggio nel complesso garantisce l’adeguata protezione del dispositivo.

Un imballaggio accurato
Un imballaggio accurato

Il montaggio è una procedura elementare, tant’è che le istruzioni sono stampate sulla singola facciata di un foglio volante e descrivono una sequenza di sei operazioni, dall’apertura del box al collegamento USB:

  1. Togliere la coppia di viti che sigillano il contenitore.
  2. Sfilare il pannello di controllo per l’unità disco rigido.
  3. Collegare l’hard disk da 2” alla presa SATA del circuito stampato.
  4. Infilare la memoria di massa nel corpo del dispositivo Silver-River II.
  5. Avvitare le viti.
  6. Connettere il cavo USB alla presa del box e a quella del PC.
Collegamento unità - scheda
Collegamento unità – scheda

A questo punto, con il computer acceso e collegato all’unità, ho effettuato un test della velocità di lettura, prima con un programma generico e grafico (il gestore di dischi di Ubuntu), successivamente con un programma specifico e orientato ai caratteri (il ben noto hdparm). Dati alla mano, le prestazioni in fase di lettura erano il cinquanta per cento di quelle dello stesso disco rigido quando montato all’interno del PC. Thermaltake non dichiara il transfer rate del Silver-River II, ma è risultato nella media per questo tipo di periferica: 32 MB/s (si veda a tal proposito l’altro mio test su un Hard Disk esterno con Icy Box).

Test Samsung HM321HI esterno
Test Samsung HM321HI esterno

Nella scelta di un drive portatile, l’importante è che l’alimentazione sia fornita dal collegamento USB, per minimizzare l’ingombro e agevolare l’installazione; il Silver-River II ha questo prerequisito. La trasportabilità, la condivisione e il salvataggio (backup) dei dati, sono gli altri tre aspetti che contano. Anche se è possibile utilizzarlo per avviare il sistema operativo, non risulta conveniente perché il segnale trasmesso viaggia al di sotto della massima banda disponibile, ovvero circa la metà del collegamento USB (480 Mbit/s) e un terzo del canale SATA (1500 Mbit/s).

Collegamento Silver-River II
Collegamento Silver-River II

 

Hard Disk esterno con Icy Box

Pochi giorni fa si è guastato il mio computer portatile Asus che usavo da almeno tre anni, in attività di vario tipo. Ho effettuato un controllo alla sua parte elettronica, ma non c’era più nulla da fare. Si è surriscaldato durante queste giornate afose di luglio; già altri proprietari del modello A6Tc hanno subìto prima di me lo stesso danno. Probabilmente per un errore di progettazione la scheda video ha raggiunto temperature elevate, bruciandosi.

Grazie alla modularità dei laptop moderni, certi elementi possono essere sostituiti in caso di rottura con altri più potenti o recuperati dai sistemi mal funzionanti. Mi dispiaceva rinunciare a 80 GB del disco rigido installato nel portatile, quello spazio poteva servirmi come memoria ausiliaria per il salvataggio di documenti, musiche, foto e file multimediali. Dovevo riciclare questa vecchia componente acquistando un box esterno.

Quasi sempre si tratta di unità da 2,5” di larghezza, con uno spessore molto piccolo, al fine di ingombrare il meno possibile. La funzione principale del dispositivo Icy Box B-220U-Wh è di collegare un disco rigido da 2,5” con interfaccia IDE a un computer via cavo seriale USB. Non solo permette di recuperare i vecchi dischi da portatili in disuso, ma si rivela anche un accessorio molto comodo in periodi di vacanze, avendo una trasportabilità eccezionale: è leggerissimo e si infila facilmente in un marsupio.

Il box acceso
Il box acceso

Imballaggio

Sull’involucro di cartone spiccano i grandi caratteri bianchi su sfondo nero usati per il marchio del fabbricante, la foto del dispositivo e un corpo di donna stilizzato che rammenta la leggerezza di questo prodotto. La confezione presenta inoltre una finestra nel punto dove il dispositivo è stato imballato: essa permette all’acquirente di farsi una chiara idea delle dimensioni dell’oggetto rispetto alla scatola che è molto più grande.
All’interno abbiamo la guida cartacea per il montaggio, un CD con il software di controllo e backup per Windows e alcuni accessori. Le spiegazioni sono tradotte in varie lingue, c’è anche l’italiano. I programmi sono superflui, se si intende adoperare l’Icy Box in un ambiente Linux. Invece la custodia di similpelle, il cavo USB e persino il cacciavite per il serraggio delle viti sono veramente utili.

Caratteristiche del prodotto

Le caratteristiche salienti del dispositivo riportate dal fabbricante sono essenzialmente quattro: un’eccellente dissipazione del calore fornita dalla base in alluminio; le dimensioni ridotte permettono un facile trasporto; un collegamento USB 2.0 da 420Mbit/s (60MB/s) che procura l’alimentazione (non c’è necessità di un alimentatore supplementare); supporta dischi da 2,5” alti fino a 9mm, ossia la maggioranza installata nei portatili di marca.

Montaggio e manutenzione

Poiché non sono richieste competenze particolari, il montaggio è alla portata di tutti; talmente facile e intuitivo che si può trascurare il manuale. Prima di tutto bisogna aprire il box, separando il coperchio bianco dalla base metallica. Poi si attacca il disco rigido al pettine PATA saldato sulla piccola basetta, dove trovano posto anche il controller , i tre led di segnalazione e la presa di alimentazione/trasmissione dati. Sul lato interno del coperchio ci sono le sedi per il circuito elettronico, esse servono anche per fissare fra loro i pezzi del box tramite due viti. La superficie esterna del dissipatore è protetta da una pellicola di plastica contro i graffi: può essere strappata dopo l’avvitamento delle viti al coperchio. L’assemblaggio si sbriga in dieci minuti, dopodiché basta allacciare la nuova periferica al computer con il cavo USB e accedere alla memoria di massa tramite le funzioni del sistema operativo. La superficie esterna si pulisce da impronte e polvere con un panno di “microfibra” che è impiegata spesso su altri oggetti domestici (CD, occhiali, ecc.), con risultati soddisfacenti.

Il Seagate Momentous 5400.2 aveva un laccio che agevolava l’estrazione dal suo alloggiamento nel portatile, ma ostacolava in questo caso la chiusura della scatoletta, per cui l’ho rimosso con un paio di forbici.

Momentous 5400.2
Momentous 5400.2

Per la progettazione della componente B-220U-Wh, Icy Box ha tenuto conto di tre principali funzionalità che espongo di seguito:

  1. L’impiego di materiali particolari (plastica e alluminio) per smorzare le vibrazioni del disco rigido
  2.  L’isolamento interno del disco rigido onde evitare il passaggio di eventuali correnti elettriche verso l’esterno.
  3. Fornire informazioni all’utente tramite tre led blu di segnalazione dello stato di accensione e utilizzo del dispositivo.

È stato prodotto un dispositivo maneggevole e leggero con un unico difetto: il chassis è difficile da riaprire senza un cacciavite, e si rischia di graffiare la superficie; il serraggio viene fatto solo con due viti su un lato e un incastro sull’altro.
Ho rilevato la velocità di trasmissione dei dati con il programma hdparm per Linux e l’ho poi verificato con il file manager Midnight Commander, trasferendo un file video di grosse dimensioni. Mentre il fabbricante prometteva picchi di 60MB/s, il Seagate Momentous 5400.2 lavorava a 30MB/s che è un valore molto inferiore rispetto alla media dei dischi SATA (70MB/s). Personalmente li ritengo sufficienti per la maggior parte delle applicazioni, ma non consiglio di utilizzare questa unità di accesso per giocare. In passato mi è capitato di mettere i Videogiochi su un hard disk SATA esterno che trasferiva informazioni via USB a 12MB/s, ma i grossi flussi di dati generavano tempi di caricamento appena accettabili.

La confezione
La confezione

Il mouse Logitech MX 400 (performance laser)

Avevo acquistato il mouse Logitech MX 400 Performance Laser la settimana scorsa assieme al lettore MP3 Sansa e250 (di cui parlerò magari in futuro). Il mio precedente modello era sempre dello stesso produttore, il mouse MX 310 ma con il led a infrarossi. Dovevo assolutamente cambiarlo perché si era sverniciato e la rotella centrale non girava tanto bene sul proprio asse; inoltre avendolo sempre lasciato scoperto tutto il giorno sulla scrivania, la polvere finiva inevitabilmente per accumularsi sulla superficie d’appoggio e negli interstizi, formando con il tempo e l’uso un fastidioso sudiciume, difficile da eliminare per giunta. In verità, ci avevo provato a smontarlo e a lavargli il guscio protettivo, ma con quale risultato? Non sono stato poi in grado di rimontare una molla microscopica al posto giusto. Comunque passando dall’infrarosso al laser senz’altro mi avvantaggierò, nelle mie partite online, della maggiore precisione e sensibilità degli spostamenti che caratterizzano questo tipo di tecnologia. Non l’ho ancora provato con i giochi, soltanto stasera dopo cena scoprirò se è valso la pena sostituirlo. Per il momento cerco di abituare la mano alla nuova impugnatura, il mouse è infatti piu’ alto di un centimetro e largo altrettanto rispetto al Logitech MX 310. Non credo sia la scelta ideale per le persone mancine, perché i bottoni si trovano sul lato sinistro e la forma sinuosa si adatta meglio alla mano destra.

Mouse Logitech MX400 laser
Mouse Logitech MX400 laser

Dunque, cambia il design ed entrambi si collegano alla porta USB. Li preferisco a quelli senza fili per una coppia di ragioni: usandoli per un periodo prolungato e senza pause, le onde elettromagnetiche che si sprigionano dai dispositivi possono nuocere alla salute (il portatile già si connette alla Rete con una scheda wireless); siccome il tempo lo trascorro lavorando e soprattutto giocando con il computer, diventerebbe tedioso interrompere le attività per ricaricare la batteria incorporata nel mouse, operazione che puo’ richiedere due ore per completarsi. Sto parlando di 10-12 ore che abitualmente trascorro smanettando!

Caratteristiche

  • Connessione USB
  • Laser tracking.
  • 5 bottoni.
  • Rotella a quattro scorrimenti.
  • Lati sagomati e impugnatura in gomma.

Il mouse viene venduto in una confezione di cartone molto robusta e sulla quale sono stampate informazioni anche in italiano. All’interno il dispositivo alloggia fra due contenitori di plastica che lo proteggono dai graffi. Logitech consegna un adattatore USB/PS2, un libretto con le istruzioni di installazione e un CDROM. Purtroppo il software distribuito è praticamente inutile per gli utenti di Linux e, nel momento in cui scrivo, neppure il programma lomoco può controllarne i parametri, come la risoluzione.
Non mi illudo di avere fra le mani il mouse definitivo; sicuramente ce ne sono specifici per il gaming, per esempio il G5. Lo considero ugualmente un buon prodotto, economico, dotato di puntamento laser e abbastanza ergonomico.