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Debunking di giochi per Windows

Vorrei sfatare la credenza, assai diffusa, della inferiorità di Linux rispetto a Windows nell’attività ludica col computer. Dopo molti anni passati a smanettare con i sistemi operativi open source, ho deciso di scrivere un debunking del falso mito “Windows è migliore di Linux” perché ritengo che i vecchi pregiudizi siano ormai superati, si diceva e si dice ancora oggi che il sistema operativo di Microsoft ha più videogiochi, possiede API specifiche per programmare il suono e la grafica, c’è il software di controllo (driver) della scheda video con prestazioni eccezionali, e via discorrendo. Non è più così.
Ultimamente vengono fatti sempre più spesso tentativi di ridimensionare la cattiva fama di Linux in questo particolare ambito dell’informatica e la letteratura sull’argomento si sta arricchendo (vd. anche il tag debunking), segno che i tempi cominciano davvero a cambiare.

L'incontro fra Microsoft e Linux
L’incontro fra Microsoft e Linux

Molte persone si lamentano per la scarsità di giochi, la realtà è però diversa, loro vorrebbero poter eseguire i giochi preferiti su Linux. Ci sono quattro semplici soluzioni a questo problema: cercare un titolo equivalente, ma di tipo open source; individuare quelli multi-piattaforma (i cosiddetti cross-platform); provare con Wine; predisporre il computer con il dual boot (il doppio sistema di avvio).
Ogni sistema operativo ha una rispondenza di mezzi ai fini e delle aree d’impiego dove dimostra di essere superiore rispetto alle piattaforme software alternative. Nel progetto originario di Linux non c’era l’obiettivo di avvicinare la gente ai videogiochi perché chiaramente esistevano già le console dedicate. Linux è stato prima un software di nicchia dei geek, poi una scelta obbligata per gli esperti e i professionisti con un’ampia conoscenza di UNIX, Internet e reti di computer; tuttavia oggi i suoi utilizzi sono ben più ampi e gode di crescente popolarità in nuovi campi. Linux viene infatti apprezzato nella computer grafica, nella ricerca scientifica, nel mobile computing, e nello svago – come cercherò di dimostrare.

Quando c’era Loki Software (dal 1998 al 2001), i migliori giochi di Windows venivano “portati” su Linux, erano Quake III Arena, Civilization: Call to Power, Myth II, Soldier of Fortune, Railroad Tycoon II, Descent II e tanti altri. Finalmente una software house faceva investimenti nel settore, al pari di Microsoft o Apple. Distribuiva anche diversi strumenti (poi diventati free software) che semplificavano la procedura di installazione, configurazione o rimozione del gioco stesso: il programma Loki Installer, le librerie SDL e OpenAL (ancora ampiamente utilizzate). Seppur coraggiosa ed originale, l’impresa terminò purtroppo dopo appena tre anni per bancarotta. I PC Games dominavano il mercato e la maggior parte dei giocatori, potendo avviare sia Windows che Linux, era contraria ad acquistare due versioni dello stesso gioco. Inoltre la vendita avveniva per corrispondenza, ad esempio tramite il negozio Tux Games, dato che era difficile trovare i Loki Games sugli scaffali dei supermercati. Comunque un’altra software house, la compagnia Linux Game Publishing, continuò l’impresa riproponendo un discreto numero di videogiochi.

L’ultimo decennio ha visto l’avvento della banda larga e di nuove forme di pagamento per via telematica. Sono quasi scomparsi gli intermediari fra sviluppatori e giocatori, se quest’ultimi non trovano un titolo nei grandi magazzini, provano a comprarlo online e a scaricarlo dal Web. È l’era della content delivery di Steam, Green House, GOG e Direct2Drive.

Qualora Valve rilasciasse Steam per Linux – è più che una congettura, abbiamo visto il primo esemplare del programma dopo lo scoop di Phoronix – si giocherebbe una partita alla pari con Windows. Molti altri giocatori passerebbero da Windows a Linux sapendo che i popolari Half Life, Counter-Strike, Team Fortress sono diventati cross-platform.
Per il momento però, se escludiamo l’idea di scegliere i giochi open source equiparabili ai titoli che ho appena citato, dobbiamo usare Wine. In poche parole, e senza entrare nel merito del funzionamento del programma, eseguiamo le applicazioni Windows su Linux, FreeBSD e Mac OSX. Questo sistema presenta ulteriori vantaggi: Wine è economico, infatti il suo costo è nullo (free) rispetto ai cento euro che occorrono per acquistare una licenza di Microsoft Windows; si scarica dalla Rete sotto forma di codice sorgente o di pacchetto con il codice binario pronto all’uso; ha una elevata compatibilità con Windows, dalla versione 3.1 alla recente Windows 7; è ottimo in termini di prestazioni.

Tanto il neofita quanto l’hardcore gamer apprezzano anche CrossOver Games e Cedega. Questi due software sono basati su Wine e forniscono una GUI (Graphic User Interface) che facilita sia l’installazione che la configurazione di numerosi giochi; l’utente può anche usufruire dell’assistenza di personale qualificato in caso di difficoltà con le operazioni. Da un confronto con Wine e Windows stesso, Crossover e Cedega hanno mostrato un livello di efficienza pari o superiore in molti test. Ma la qualità di questi software ha un prezzo che è meglio pagare quando Wine fa le bizze e non abbiamo tempo per aspettare una soluzione oppure una patch. In realtà con i videogiochi più gettonati fila tutto liscio. Di recente ho registrato un account di World of Warcraft e ho potuto constatare quanto sia semplice e veloce predisporre il necessario per l’avvio della partita online; riporto ulteriori esempi dagli esiti soddisfacenti: Guild Wars, GTA, Fallaout, Runes of Magic, Medal of Honor, Call of Duty, Battlefield 1942. Wine amplia le opportunità di gioco in Linux, ma non fa i miracoli. Prima di acquistare qualche cosa è bene informarsi se dà problemi, per esempio nella lista AppDB il software funzionante viene contrassegnato con “medaglie” di platino, oro o argento.

Un elenco di giochi è presente anche in Playonlinux. Gli utenti di questo programma usano i menu e le icone di una interfaccia grafica per scorrere la lista di videogiochi (o applicazioni) che desiderano provare. Alla base c’è un insieme di istruzioni, scritte nei linguaggi Python e Bash, che passate a Wine ne automatizzano i processi di installazione, configurazione o rimozione. Quando eventuali bug vengono scoperti, oppure una nuova applicazione supera i test, gli sviluppatori rilasciano un aggiornamento. Con Playonlinux sono finiti i tempi cupi passati a cercare nella Rete le soluzioni ai bug, le patch o i parametri di Wine.

Schermata di Playonlinux
Schermata di Playonlinux

L’hardware di un PC deve fornire una potenza adeguata al gioco, che il sistema sia Windows o Linux è indifferente. Un computer costruito con la componentistica di dieci anni fa a malapena riesce ad eseguire Enemy Territory: Quake Wars; la CPU Athlon XP 1500+ e la scheda video Radeon 9700 sono tipici esempi di pezzi troppo vecchi per essere montati oggigiorno nei cabinet, a meno che si voglia usare solo giochi e applicazioni altrettanto vecchie, mi riferisco a Counter-Strike, Quake 3, ecc. Oltre al requisito hardware/software, c’è un altro aspetto da considerare: l’assemblaggio di una “macchina da gioco” Linux deve cominciare con la ricerca delle componenti compatibili perché i prodotti sono garantiti in genere per Windows. Prendiamo la scheda video, è un elemento decisivo nella composizione dell’immagine sullo schermo che deve funzionare sempre ai massimi livelli, pertanto prima di acquistarla bisogna svolgere una opportuna verifica su Internet, magari chiedendo l’opinione di altri utenti nei forum: la scheda deve servire perfettamente il sistema operativo. Intel, ATI e nVidia sono le principali aziende che progettano GPU (Graphic Processing Unit, l’unità centrale di elaborazione della grafica) per le schede video; il programma che controlla le funzioni disponibili a livello hardware (il driver) è unico, in genere, per l’intera gamma di modelli: abbiamo quindi il Catalyst per le Radeon di ATI e l’UDA per le GeForce di nVidia; tralascio quelli open source perché il livello di prestazioni che possono raggiungere con i giochi è purtroppo inferiore.

È il momento di fare alcuni esempi concreti, cominciando da un gioco gratuito, d’azione e cross-platform che attualmente spopola su Internet.

Quake Live

Quake Live è un First Person Shooter (letteralmente tiratore in prima persona, spesso abbreviato con FPS) che ridà vita al classico e arcinoto Quake 3 Arena di dieci anni fa, sia modificando il motore grafico del gioco sia introducendo una serie di nuove funzioni: l’integrazione col web browser, le statistiche persistenti, il medagliere e un sistema per confrontare i livelli di esperienza dei giocatori, detti gladiatori, che si scontrano in un’arena attrezzata di armi, munizioni, scudi, potenziatori ed energizzanti.

Quake Live dentro il web browser
Quake Live dentro il web browser

Runes of Magic

Ci sono anche i “giochi di ruolo”, conosciuti come RPG (Role Player Game). Runes of Magic è un clone, in parte gratuito, di World of Warcraft; con questo non voglio dire che sia fatto male, tutt’altro! Su Linux “gira” abbastanza bene, ma l’installazione richiede molta pazienza perché viene distribuito con due archivi di notevoli dimensioni (4GB ciascuno). Senza un computer potente è meglio lasciar perdere questo gioco. Io l’ho provato su Ubuntu con l’ultima versione di Wine (1.2 RC2) e in Rete il sistema mostrava dei limiti evidenti nel gestire i luoghi affollati.

Heroes of Newerth

Preferisco catalogare Heroes of Newerth (HON) tra i giochi di strategia, tuttavia possiede alcune caratteristiche tipiche del gioco di ruolo: l’eroe ottiene attacchi speciali e vari attributi superando venticinque livelli di esperienza; inoltre può rafforzarsi acquistando gadget, armi e armature nei negozi. La classe del personaggio è basata sulla forza, l’intelligenza o l’agilità. La scelta deve essere fatta con giudizio, in modo che ci sia compensazione fra i cinque eroi della squadra. L’equilibrio rischia di spezzarsi facilmente quando i giocatori portano avanti azioni suicide e senza tatticismo –– nel gergo del gioco si dice “alimentare il nemico”. Per tutti è fondamentale guadagnare i soldi uccidendo i PNG o distruggendo le torri dell’avversario che difendono l’obiettivo del gioco: l’altare al centro della base.

HON: assalto alla torre
HON: assalto alla torre

Le grandi software house (Microsoft e Apple) dominano il mercato dei videogiochi perché fanno grandi investimenti per i sistemi operativi Windows e OS X, ma in Linux non mancano le opportunità di giocare e il programma Wine permette di arrivare ai titoli che oggi non sono cross-platform. Il sistema dual-boot potrebbe essere l’alternativa: quando Windows (oppure OS X) e Linux sono installati sulla stessa macchina, abbiamo praticamente tutto il “parco giochi” per PC a nostra disposizione e dato che spesso ci consegnano XP, Vista o Seven all’acquisto di un computer, sarebbe ingenuo non sfruttarli per giocare ai titoli che non si possono ancora eseguire su Linux.

 

Sfida fra marziani in Alien Arena 2008

Sabato c’erano cinquanta persone, piu’ o meno, ad affrontarsi in Alien Arena 2008. Poche perché potessi farmi un’idea precisa delle diverse modalità di gioco previste nel multiplayer: il Capture The Flag (CTF, cattura la bandiera dell’avversario), Death Match classico, Team Core assault, All Out Assault, Duel e Cattle Prod. Per giunta non riuscivo a collegarmi al server online che ospitava il maggior numero di giocatori. Nel pomeriggio invece ho partecipato a un match di tipo CTF, cominciando dalla mappa Titan e passando successivamente su Icarus. E’ stato uno scontro 3 vs 3, ma erano presenti due CodeRED BOt per ciascuna squadra. Avevo fatto naturalmente un allenamento contro la IA del motore CRX, ma alla fine le due esperienze di gioco si sono rivelate completamente diverse. La partita giocata in Internet è apparsa subito sfrenata, al contrario i bot sono risultati abbastanza prevedibili durante la campagna DM del single player, pur avendo scelto il livello di difficoltà hardcore. CRX sostanzialmente combina il meglio del codice sorgente dei motori id Tech 2 e id Tech 3 che facevano “girare” rispettivamente Quake 2 e Quake3; da quando gli engine di questi due giochi sono stati rilasciati con licenza GPL, COD Entertainment ha continuato ad aggiunge effetti uno dopo l’altro per portare Alien Arena ai livelli qualitativi di alcuni videogame commerciali odierni.

Alien Arena 2008
Alien Arena 2008

Il gioco

Il Death Match (DM) è la “specialità” sportiva predefinita nel menu’ Single Player, le altre si possono eseguire con un server locale opportunamente configurato in Host Game. Tralascio la descrizione del Capture The Flag perché l’obiettivo è sicuramente noto a chi apprezza il genere FPS. In All Out Assault (AOA) sono disponibili un numero di veicoli equipaggiati di armi potenti; ovviamente bisogna pigliarne uno alla svelta per lasciare gli altri appiedati e perpetrare uno sterminio di massa alla prima occasione buona… se la mappa presenta un’area chiusa da mura e soffitti, beh allora non è facilissimo districarsi fra corridoi e cunicoli mentre gli avversari concentrano tutto il fuoco del loro arsenale sulla corazza. Il veicolo resta straordinariamente intatto, il guidatore subisce invece il danno. Può tuttavia raccogliere ancora i kit medici per sopravvivere.
Team Core Assault ha un obiettivo semplicissimo: due squadre cercano di danneggiare a colpi di cannone (in realtà qualsiasi arma va bene) il nucleo energetico installato nella base nemica.
Vi state chiedendo come giocano a football i marziani? La risposta è Deathball. Assomiglia a Bombing Run di Unreal Tournament 2003/2004. C’è una unica sfera sul campo di battaglia e si fa punto lanciandola nella porta degli avversari con un attrezzo speciale; non si possono utilizzare le armi quando si ha la sfera, però le regole permettono di abbandonarla o passarla ai compagni di squadra.
Cattle Prod forse è la piu` divertente ed originale tra le modalità di gioco presenti: bisogna accompagnare alcuni bovini cibernetici verso una grata realizzata con raggi infrarossi e lì esploderanno assegnando punti a tutto il team. Si vince totalizzando per primi, oppure entro certo tempo limite, un punteggio prefissato dal server.
Nato per far incontrare gli appassionati di due videogame molto famosi del genere First Person Shooter, mi riferisco a Quake e Unreal, Alien Arena porta con sé le seguenti qualità distintive: armi variegate, sei mutators, piu` di quarante livelli, sei specialità sportive. E poi ancora: texture ad alta risoluzione, un nuovo engine particellare, acqua riflettente, illuminazione real time e modelli con un numero di poligoni molto alto, dimostrano l’eccezionale lavoro compiuto dai programmatori di Alien Arena; talune caratteristiche erano state inserite nella versione 6.10 del 2007. Ma soprattutto il codice sorgente e la licenza d’uso fanno la differenza rispetto agli altri giochi free o commerciali!

Certi effetti purtroppo hanno appensantito il motore grafico. Qualora si decidesse di attivarli, bisogna considerare dei requisiti di sistema superiori a quelli previsti da Quake 2 o Quake 3: una CPU da 1GHz, 256MB di memoria potrebbero non essere piu` sufficienti. Durante la prova, la riflessione sull’acqua e le ombre hanno compromesso parecchio la fluidità del gioco. Anche possedendo una scheda video moderna (GeForce 6, per esempio), il tweaking alla grafica diventa quasi inevitabile.

  • Grafica: 7.5
  • Suono: 6
  • Gioco: 7
  • Sistema:7
  • Globale
    • 6.875