Category Archives: Videogiochi

Standing ovation a Hothead Games

Che autunno ragazzi! Mi accingo a provare la nuova avventura di “On the Rain-Slick: Precipice of Darkness”, costatami appena undici euro e mezzo. In verità la aspettavo per Natale, ma devono aver lavorato davvero con eccezionale entusiasmo i programmatori di Hothead Games, dato che la consegnano già questo mese.

La novità più sensazionale secondo me è questa: a partire dal secondo episodio di Penny-Arcade, il sistema chiamato Nitrogen riporta su GreenHouse il numero di uccisioni e di trionfi ottenuti nei duelli di ogni singola partita. Le statistiche sono in bella mostra in un riquadro della scheda personale memorizzata sul sito, nell’elenco dei primi cinquanta giocatori di tutti i tempi e funzionano anche offline. Basta lanciare il gioco ogni tanto con la connessione a Internet per aggiornare il profilo del giocatore.

Rain slick: la seconda avventura

Al Penny Arcade Expo, la fiera per il giocatore voluta da Jerry Holkins e Mike Krahulik, c’era anche un breve filmato del secondo episodio di Rain-Slick. Oggi sono convinto che molti italiani, tedeschi, francesi e spagnoli stiano aspettando la traduzione dei dialoghi in madrelingua. Secondo me il successo che ha riscontrato il gioco, con le vendite di giugno e luglio, avrebbe dovuto incoraggiare gli autori ad assumere esperti traduttori per internazionalizzare tutta la successiva serie di esilaranti gag dei protagonisti di questa caccia al gigantesco robot di New Arcadia. Ammetto che anch’io ho incontrato qualche problema a capire lo slang in certe situazioni, ma con un buon vocabolario di inglese potevo lo stesso farmi due risate. Ron Gilbert è tra i principali produttori di giochi di avventura per computer. Agli inizi di quest’anno ha assunto l’importante incarico di direttore creativo negli studi di Hothead Games a Vancouver, in Canada. L’apice della carriera l’aveva già raggiunto quando lavorava con LucasArts. Ora Ron sta lavorando su un altro gioco a episodi, intitolato DeathSpank che poi è il nome del personaggio principale apparso anche sul suo blog; sta tentando di far incontrare il suo vecchio capolavoro Monkey Island con il celebre Diablo, ovvero l’avventura e il gioco di ruolo. A me sembra una buona idea, perché questi generi sono trascurati su Linux, soprattutto i giochi di un certo spessore artistico vengono a mancarci.

Fatti sotto!

Return to Castle Wolfenstein ha una storia meravigliosamente riuscita di spionaggio, guerra e occulto. Ancora a distanza di molti anni trascorro volentieri delle ore davanti al computer a sparare ai nazisti e alle orde di mostri che avevano risvegliato dall’oltretomba. Secondo me è, tra tutti i giochi disponibili per Linux, quello che ha lasciato un ricordo indelebile fra gli appassionati della seconda guerra mondiale. Soltanto il seguito intitolato Wolfenstein potrebbe superarlo. La versione multiplayer di Return To Castle Wolfenstein (RTCW) per le partite online, appena pochi mesi dopo la pubblicazione ottenne il consenso di devoti giocatori. Ciò che mi ha colpito veramente del gioco, nel suo insieme, sono stati gli aspetti del conflitto presentati attraverso rischiose missioni da portare a termine con diverse tattiche, pena l’insuccesso: fuga, assalto e sabotaggio, talvolta compiute in quei dubbi contesti dove si pensava i nazisti si erano impegolati, ovvero la magia, l’occultismo, la ricerca scientifica dell’arma di distruzione finale, e che potevano aiutarli a ribaltare le sorti della guerra.

 

Tutto in sette giorni

Il mese era iniziato veramente bene. Diciamo che maggio si è presentato in generale ricco di novità; alcune le abbiamo scoperte nei giorni scorsi, altre arriveranno verso la fine. Per esempio, il demo di Penumbra Black Plague è stato rilasciato ad aprile e i patiti del genere Horror attendevano soltanto l’annuncio definitivo con il link al negozio per acquistarlo e quindi procedere con l’avventura. Sono stati accontentati da Frictional Games, la software house che ha ideato e sviluppato il gioco, il 2 maggio.

Penumbra: Black Plague

Penumbra: Black Plague
Penumbra: Black Plague

Non mi vengono in mente titoli migliori di Penumbra considerando il suo costo (13 euro), la qualità grafica e il viaggio ricco di emozioni che si compie in prima persona nei panni del protagonista del racconto. Per azzardo, mi riesce più facile un confronto diretto fra le vicissitudini di Philip e le vicende occulte di Dexter Charles Ward nel racconto di Lovecraft intitolato proprio “Il caso di Dexter Charles Ward”. D’accordo non c’è lo stesso spessore letterario, ma quanti giochi in questo momento esistono per Linux con una storia angosciosa, condita di orrore, mistero e dal finale imprevedibile? Le presenze inquietanti nelle profondità delle miniere norvegesi non sono divinità onnipotenti, eppure destano ugualmente preoccupazione, mettono agitazione, ossessionano. Sia Philip che Dexter a un certo punto della loro vita prendono una decisione importante: ripercorrere vecchi sentieri sulle orme del genitore o di un antenato per raggiungere il sommo della verità o della conoscenza. Provate la demo di Black Plague, già il primo livello contiene grattacapi niente affatto stupidi e allo stesso tempo dà una chiara idea a quale tipo di giocatore è dedicata. Non solo bisogna risolvere i puzzle ma occorre pure trovarli fra i pericoli! Insomma un videogioco per cervelli sopraffini.

Doom 4

Un’altra battaglia sta per cominciare nella guerra sempiterna fra il Bene e il Male. La miccia che darà fuoco alle polveri sarà, come preannunciato l’anno scorso, il videogioco Doom 4. La preparazione di nuove minacce è appena cominciata negli studi di id Software. Oppure sarà un adattamento di DOOM II: Hell on Earth? Tutti i giocatori intrepidi sono comunque richiamati ad armarsi di shotgun e BFG! Do per scontato che la notizia data il 7 maggio su Linux Games ci riguardi ad ogni modo.

 

Il Source Engine per Linux

Source engine logo
Source engine logo

Sono eccitato, elettrizzato dalla prospettiva di poter installare Source Engine sul mio computer e farlo girare senza artificiosi programmi che interponendosi fra il gioco e il sistema operativo riproducono le API (lo so, Wine Is Not Emulator) dell’ambiente Windows. Ma finalmente sarà compilato su Linux con target Linux, in una parola: nativo! Come Dio comanda. Non ne faccio un mistero: non ho mai nutrito simpatia per Wine, Crossover Office o Cedega. Li usavo raramente per giocare a l’unico gioco Windows che mi interessava veramente: Counter-Strike. Paradossalmente, la situazione potrebbe stravolgersi completamente. Non dico a breve termine, ma fra qualche anno saranno gli utenti Windows a usare un software bacato, che darà problemi a non finire, a volte lento, per giocare i titoli che le software house svilupperanno solo ed esclusivamente per Linux. Già li vedo alle prese con Line, meglio conosciuto come Line Is Not Emulator. E allora si lamenteranno: perché il loro mouse farà cilecca sul più bello, le casse audio o le cuffie staranno mute per incombatibilità hardware/software. Se vorranno eseguire il videogioco di grido, gli toccherà leggere centinaia e centinaia di commenti sui forum dedicati al programma, magari alla fine inutilmente perché l’HOWTO dei miracoli sarà rintracciabile solo con Google.
Questa sì che è una bella notizia.

Io sto facendo delle supposizioni basate sull’articolo scritto da Michael Larabel intitolato “Valve’s Source Engine Coming To Linux“. Si vociferava da tempo attorno all’annuncio di lavoro che spiccava sul sito di Valve: portare giochi Windows a Linux era tra gli scopi dell’assunzione. Perbacco, Micheal però ha messo troppa carne al fuoco secondo me. Nemmeno io osavo dire che Unreal Tournament 3 per Linux fu “congelato” dal porting di Steam, sistema di vendita dei giochi di Valve sul Web. Per dovere di cronaca: Epic Games aveva debuttato su Steam a marzo. Non riesco in ogni caso a perdonare tutto questo ritardo, il gioco doveva essere portato a Linux mentre era in sviluppo la versione per Windows. Infatti sul sito dedicato all’engine Unreal 3 risaltavano sin dall’inizio i termini: “cross platform“, Linux, Mac. Cosa hanno fatto da novembre 2007 ad oggi? Comunque nel caso tutte queste ipotesi diventassero realtà, con Steam potremo un giorno acquistare non solo i titoli più gettonati di Valve – sto pensando in questo momento ad Half-Life 2, Counter-Strike: Source, Portal tanto per fare alcuni esempi – ma anche delle software house che hanno stretto un accordo di distribuzione online: tutta la serie di Id Software, Savage 2 di S2 Games, Red Orchestra di Tripware e moltissimi altri. La nostra rivincita su Games for Windows è appena cominciata!