Archive for the ‘Wine’ Category

Giocare a Quake Wars beta con Linux

Wednesday, June 27th, 2007

Premessa – Enemy-Territory: Quake Wars è un gioco troppo complesso per poter essere spiegato nei dettagli dopo appena tre giorni di pratica. Cito lo stesso BongoBoy di Splash Damage: “We designed it as a complex game“. La beta veniva distribuita solo per sistemi operativi Windows. Chiaramente, affinché potessi provarla con Linux, mi occorreva Wine. Ho tribolato però per metà pomeriggio di domenica con DLL mancanti, strani errori d’esecuzione, ecc… Poi verso sera sono riuscito a recuperare la seguente guida di WineHQ con l’aiuto di un lettore del forum community:

(*) How to play ETQW public beta with Wine
(*) How to play ETQW public beta on Ubuntu 7.04 (per gli utenti di Ubuntu)

Per installare le DLL, mi era stato suggerito inizialmente lo script winetrick, in pratica dovevo servirmene per rintracciare e installare quelle di Visual C++ (vcrun2005) e PDH. Faceva il suo lavoro, senza dubbio. Comunque, siccome la guida di WineHQ spiegava dove reperire le stesse cose e dove installarle, diventava superfluo. Restavano però un paio di pecche: assenza di sonoro (colpa del mio chipset?), sensibilità del mouse quasi nulla.

Sistema usato: Linux From Scratch 6.2; Xorg 7.2; Nvidia Display Driver 1.0-9755; Wine: 0.9.39 con patch; Wine Tools: 0.9jo.
Il gioco – Dunque… Circa le differenze esistenti fra Quake Wars e Enemy Territory, scriverò magari un articolo in seguito. Sorvolo pure sugli aspetti tecnici, il frame rate basso, il ping alto, i server sempre pieni, la qualità della grafica. Prima di entrare in partita si crea il profilo del giocatore che comprende: nome, password, impostazioni per il video, il suono, i controlli e l’aspetto della HUD. Su questo profilo vengono tracciate le statistiche e riportate a Splash Damage (punti esperienza, numero di uccisioni, team kills, quanto tempo si ha giocato e le classi utilizzate, ecc..). C’è sempre una scheda di riepilogo con i dati acquisiti.
Kanagawa (Penisola di Miura, Giappone) – Sewer è una mappa molto vasta, con grandi catene montuose su tutto il perimetro; c’è libertà di movimento, ma quasi mai nessuno va a presidiare le zone periferiche. Appena fuori dall’accampamento della squadra GDF, una strada principale porta alle condutture fognarie. Lungo questo percorso, gli strogg hanno la possibilità di ostacolare l’avanzata della Global Defence Force in due aree strategiche: di fronte al generatore di EMP e sulla Hill-Top, perché entrambe offrono un comodo spawn-point ai loro avversari. L’attivazione del generatore per mano dell’ingegnere è una operazione di fondamentale importanza; essa disabilita lo scudo energetico che fa da barriera attorno alla base aliena. L’obiettivo successivo è la conquista del punto di rinforzo denominato Spillway che sta all’interno della struttura fognaria, è anche il piu’ vicino alle due grate che impediscono l’accesso alla sala di controllo di Sewer. Riepilogando la GDF per vincere deve entro venti minuti:

(+) Attivare il generatore di EMP (ingegnere)
(+) Distruggere le grate dentro la struttura Sewer (soldato)
(+) Disabilitare il pannello di controllo (cover ops)

Gli strogg per vincere devono invece

(-) Impedire alla GDF l’accesso agli spawn point (tutti)
(-) Impedire l’attivazione del generatore (tutti)
(-) Disabilitare gli spawn point (cover ops)

A causa dei miei problemi con il mouse, ho preferito affrontare subito il conflitto fra umani e strogg, prima con il ruolo di sniper in forza alla squadra GDF e poi con quello di infiltrator tra le fila degli strogg. Questi due combattenti hanno alcune cose in comune, per esempio due fucili molto simili, il primo tipo (assault rifle, accurized lacerator) per i combattimenti ravvicinati, il secondo (sniper rifle, railgun) per fare cecchinaggio puro; hanno l’abilità di camuffarsi e costruire i radar. Come si può facilmente intuire, i radar hanno la funzione di rilevare sulla mappa ogni unità nemica entrata nel loro raggio d’azione. Ma come si costruiscono? Si seleziona lo strumento deployable tool dall’inventario, la visuale passa da FPS a TPS, quindi si procede con la individuazione della zona edificabile (segnalata con il colore verde). Il pulsante d’attacco darà inizo ai lavori di costruzione. I radar essendo inamovibili sono però un facile bersaglio di veicoli e missili; qualsiasi arma puo’ danneggiarli!
Il Cover ops ha a disposizione una telecamera esplosiva. Può essere piazzata in qualsiasi punto della mappa con funzioni speciali: mostrare le posizioni dei nemici ai compagni; fungere da mina per sabotare veicoli o uccidere. Il coltello, la granata fumogena, la granata EMP e la pistola con silenziatore, completano l’equipaggiamento in dotazione.
Analogamente l’infiltrator ha il flyer drone, che gli permette di raggiungere luoghi inacessibili, sabotare veicoli o uccidere di soppiatto. Mentre il third eyes del CO è un’arma statica, l’infiltrator può tenersi a distanza di sicurezza e guidare il drone flyer verso il nemico; chi ha giocato ut2004 prenderà quasi subito confidenza con quest’arma, avendo verificato il funzionamento e l’efficienza del missile redimer.

Conclusione – Beh, nonostante certi difetti eclatanti (si veda anche Kernagus (1), Kernagus (2), Terrible netcode, Halothane; Covert ops, not good enough?) che riguardano il netcode, la gittata troppo corta del sniper rifle, l’assenza di dettagli all’interno degli edifici, la beta di Quake Wars offre ugualmente un gioco avvincente e di tipo arcade, molto simile secondo me a Unreal Tournament 2004 nella sua modalità Onslaught. Naturalmente con tutti i problemi che ne derivano per la vastità del territorio; per quanto possa ricordare le mie partite a Ut2k4, era frustrante e fastidioso allo stesso tempo veder fuggire i propri compagni con i pochi mezzi a disposizione, lasciandomi così appiedato. Il gioco di squadra andava a farsi benedire… Ho preferito evitare i duelli nelle partite di Quake Wars perché, come dicevo prima, avevo problemi con il mouse; ho provato invece a pilotare i veicoli a disposizione della GDF. Ebbene, se avete presente la fisica che muoveva il tank di Q4, forse resterete delusi come me. Trovandoci sul pianeta Terra, è piuttosto incredibile vedere il tank slittare sul terreno come un bob sul ghiaccio, non dà una buona impressione e soprattutto un controllo raffinato della direzione che si vuole prendere.

Hardware usato per la prova. Laptop A6TC con: Turion X2 a 1.6GHz; 1GB DDR2; Nvidia GeForce 7300Go (GPU 300Mhz, Mem. 700Mhz); Hard Disk 200GB; Monitor Benq FP71G+; Tastiera Extreme Technology WK-722; Mouse Logitech M310; Alice ADSL.

Fedora 6, Compiz, Wine e Counter-Strike

Sunday, March 25th, 2007

Con il laptop Asus A6TC ho sempre avuto difficoltà a installare le distribuzioni perché il suo BIOS faceva le bizze con il kernel di Linux prima del caricamento, a livello di sistema ACPI intendo dire, c’era questo problema. Dovevo allora passare il parametro noapic ogni volta tentavo una installazione sia di Fedora sia di Ubuntu. Comunque dopo aver tribolato un po’, ho oggi quasi tutto funzionante. Dato che mi collego a Internet attraverso un router wireless, mi sono preoccupato di memorizzare su una chiavetta USB i sorgenti di ndiswarpper, la scheda di rete è purtroppo una Broadcom AirForce One 54g che disgraziatamente funziona solo con i driver di Windows. Un elenco completo delle componenti si può trovare a questa pagina ASUS A6Tc Driver Status mantenuta da Patrick. Provengo da anni di esperienza con Linux From Scratch, per cui ci sono ancora determinati aspetti di Fedora che non sono riuscito ad approfondire bene. Mi è nuovo questo ambiente, dove quasi tutto viene eseguito e riconosciuto “automaticamente”. Pertanto alcune funzioni le ho improvvisate come meglio potevo. Faccio un esempio, per la connessione alla rete ho trovato piu’ saggio importare questo script da LFS

#!/bin/sh
modprobe ndiswrapper
iwconfig eth1 essid \
wifi.domo.sva \
mode Managed key ************** &&
dhclient eth1 &&
echo 1>/proc/acpi/asus/wled


notare il caricamento del modulo ndiswrapper, sono ancora poco pratico di blacklist e modprobe su questo sistema. Per evitare un conflitto fra driver di origine diversa, ho dovuto anche eliminare quello fornito dal kernel

rm -dfr /lib/modules/net/net/wireless/bcm43xx

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Comunque questi sono aspetti marginali al fine di giocare a Counter-Strike, basta che funzioni la Rete insomma. Affinchè invece Compiz e il videogioco lavorino perfettamente è indispensabile avere il driver "accellerato" di nVidia. Per mia fortuna la procedura per installarlo è assolutamente a prova di inesperto, purché ci siano per il compilatore i sorgenti del Kernel, dal quale il driver dipende appunto. Se non sono stati forniti, magari perché abbiamo trascurato la categoria Devel in fase di installazione di Fedora, allora si rimedia la lacuna con un comando come questo, da eseguire nella directory dei pacchetti presente sul DVD della distribuzione

rpm -ivh \
kernel-devel-2.6.18-1.2798.fc6.x86_64.rpm

A un certo punto l'installer di nVidia chiede di poter modificare il file /etc/X11/xorg.conf, se noi accettiamo i cambiamenti dobbiamo verificare che siano comprese alcune opzioni

Section "Module"
Load "glx"
SubSection "extmod"
Option "omit xfree86-dga"
EndSubSection
EndSection

e nella sezione "Screen"

Option "RenderAccel" "True"
Option "AllowGLXWithComposite" "True"
Option "AddARGBGLXVisuals" "True"

Per installare Compiz e Wine va bene qualsiasi gestore di rpm, Yum Extender per esempio. Faccio notare alcune cose: volendo si può procedere prima ad aggiornare Fedora con il comando yum update, io lo feci prima di installare il driver della scheda video; i plugin di Compiz non risultavano inseriti correttamente in Gconf, ho pertanto provveduto a correggere la stringa di configurazione con il programma GConf Editor, la chiave active_plugins l'ho trovata con il seguente percorso di ricerca

/apps/compiz/general/allscreen/options/

L'ordine corretto dei plugin è:

gconf,decoration,wobbly,
fade,minimize,cube,switcher,
move,resize,place,rotate,zoom,
scale,dbus

C'è da sottolinerare però una cosa, l'ultima versione di Wine per Fedora è ancora oggi la 0.9.32-1. Di per sé fa funzionare meravigliosamente sia Steam che Counter-Strike. Non ci sono lavori preliminari sulla configurazione di "Windows", eccezion fatta per l'installazione del font Tahoma in

.wine/drive_c/windows/fonts/

Si gioca eseguendo il comando wine Steam, oppure dal menu' "Applications/Wine/Programs/Steam", in modalità finestra con Compiz attivo, oppure a tutto schermo. La mia copia del gioco la ottengo attraverso il network di Valve, al quale accedo con login e password.

(+) Gallery / Videogiochi / Counter-Strike
(+) Gallery / Software / Strumenti

LFS+Wine 0.9.31=Counter-Strike

Wednesday, February 21st, 2007

Counter-Strike & Wine Come il titolo lascia immaginare, Counter-Strike funziona con la versione 0.9.31 di Wine. Mentre in precedenza la prova aveva dato risultati deludenti, sono emersi pregevoli miglioramenti in quella di oggi. Ho potuto pero’ ancora rilevare l’assenza totale del suono, che costituisce un grosso handicap durante la partita. Sebbene non abbia indagato a riguardo, ritengo sia causato dal sottosistema ALSA non ancora perfettamente efficiente con il chip HDA del mio portatile. Nonostante ciò, qualche frag sono riuscito comunque a farlo. Voglio inoltre precisare che l’installazione degli strumenti e del gioco non ha richiesto interventi astrusi in fase preparatoria o alla configurazione finale di Wine, soltanto l’interfaccia Steam per poter essere funzionale necessitava di due font particolari: MARLETT.TTF e tahoma.ttf, reperibili in Internet. Per la creazione del fake drive raccomando invece i WineTools, avendomi facilitato molto l’impresa. In pratica dopo aver scaricato il pacchetto wine-0.9.31.tar.bz2, l’ho installato su Linux From Scratch eseguendo la serie di comandi
configure --prefix=/usr &&
make depend && make
make install

ed eseguito wt (che fa parte di WineTools) per la preparazione del disco virtuale di Windows XP (dal menu’ Base Setup del pannello di controllo, si veda la galleria immagini), dopodichè ho eseguito semplicemente il comando wine Steam che ha risolto autonomamente le restanti dipendenze del programma di Valve. E’ una bella soddisfazione poter giocare ora a questo “sparatutto” con Linux, essendo uno dei giochi d’azione piu’ amati e frequentati della rete, e siccome i progressi fatti da Wine hanno portato ottimi risultati di questo tipo, gli utenti di WIndows non dovrebbero lasciarsi scappare l’occasione di passare appunto al sistema operativo Linux, dimenticandosi una volta per tutte del dual boot.