Archive for the ‘Hardware’ Category

L’importante è giocare

Friday, August 29th, 2008

Avevo tutte le componenti pronte per il montaggio di un PC particolarmente bello e nutrivo fiducia in AMD perché stava dimostrando buoni intenti nel migliorare il driver per Linux delle schede ATI. Come molti di voi, credo, mi ero fatto questa opinione leggendo gli articoli di Phoronix. Così acquistai con convinzione una Radeon nel novembre del 2007. Ma già alcuni mesi dopo sospendevo l’impresa, infatti stavo dirigendo le mie forze per la realizzazione di un sistema completamente differente, composto da altri modelli e marche. Lo scorso luglio mi decisi finalmente, dopo un anno di tentennamenti, a prendere in mano cacciavite, viti e vademecum del perfetto ‘assemblatore’ per terminare il vecchio progetto: l’obiettivo era aggiornare un sistema basato su una mobo AGP (la Lan Party UT 250 di DFI) con componenti economiche (200€ ‘chiavi in mano’) e abbastanza potenti da permettermi di giocare con i giochi di ultima generazione (almeno Quake Wars). Avevo assegnato al computer il nome Caviator; riconosco di aver fatto una scelta non tanto fantasiosa, perché deriva semplicemente da Caviar che è il modello di disco rigido della ditta Western Digital ordinato assieme alla memoria DDR Kingston da 1GB, il cabinet Vostok di Enermax e il lettore di CDROM LG GH20NS10. Adoro dare un nome ai computer ‘assemblati’ che uso frequentemente per lavoro o per svago. In questo modo posso facilmente indentificarli con categorie specifiche quando devo parlarne su questo blog. Stavo scrivendo quindi una serie di articoli, cominciata nel giugno 2007 e che comprendeva già le seguenti parti

  1. L’idea originale
  2. Obiettivo 200€ per giocare
  3. Sapphire ATI 2600 XT. Scheda grafica di fascia media

E poi dovevo scrivere questo articolo e tessere le lodi di AMD e ATI. Invece la mia opinione personale va oggi nella direzione opposta: l’avevo montato a tempo di record, in mezzora il cabinet era già chiuso e davo corrente all’alimentatore per installare Ubuntu da CD. Non voglio dire che ci sia qualcosa che non va con il desktop di Ubuntu o l’esecuzione degli effetti grafici di Compiz Fusion. Al contrario va tutto bene. Le vicissitudini sono cominciate online, quando era il momento di fare sul serio con i giochi. Appena mi sono collegato a un server remoto di Quake Wars il computer ha fatto le bizze. Ho provato e riprovato per diverse volte, anche con Doom e Unreal Tournament 2004 — Non si sa mai, poteva essere antipatica la tecnologia Megatexture — ma ho di nuovo ottenuto lo stesso esito fatale: macchina inchiodata e inutilizzabile. Pensavo allora a un problema di surriscaldamento, eppure il Cabinet Vostok disponeva di una ventola supplementare di dimensioni generose (per consuetudine non pratico ocing sui miei computer). Se erano le memorie difettose, perché la più vecchia GeForce 5600 FX Ultra mi dava soddisfacenti risultati? No, la causa era software. Ho scoperto in seguito che i possessori di modelli HD 2400 e 2600 per bus AGP potevano godere dei benefici del driver unificato Catalyst a partire dalla versione 8.6, rilasciata lo scorso 18 giugno. Il modesto ’supporto’ per una antica tecnologia (AGP) non era abbastanza per un tipo esigente come me, avido di FPS, con la brama della perfetta stabilità del sistema. Così deluso potevo solo tornare ai patri lidi della nVidia con una GeForce 8600 GTS di marca XFX.

AGP variants for the ATI Radeon™ HD 2400 and 2600 series of products is now supported with this release of the AMD Proprietary Linux driver.

Il PC radiografato con Phoronix Test Suite. Michael’s Laptop vs Ferocious

Saturday, April 5th, 2008

pts-php5_cli

Mentre leggo la notizia di Phoronix, già fantastico sulle prestazioni del portatile che acquisterò alla fine di questo mese (devo scegliere fra MSI GX 700 o Toshiba X200). Non aggiungerò oggi nulla a quanto è stato già scritto altrove, a parte naturalmente parlarvi di alcune prove effettuate per conto mio con il nuovo Phoronix Test Suite (PTS) sull’attuale computer. Ammetto che l’argomento benchmark è piuttosto ostico, ma i software di questo tipo vengono in aiuto ai principianti perché permettono facilmente di svolgere comparazioni, confronti con altri dati statistici pubblicati sul web oppure semplicemente esaminare a fondo il PC alla ricerca dei punti deboli che compromettono il rendimento complessivo (valore importante per giocare bene). PTS è dunque una collezione di programmi per il Benchmark sotto Linux; non solo Phoronix li usa per i suoi test “interni”, ciò basterebbe come garanzia sui risultati, ma sono stati sviluppati seguendo anche i suggerimenti dei venditori di componenti hardware. Non voglio sminuire i progetti analoghi, anzi colgo l’occasione per ringraziare Encelo per avermi segnalato GL O.B.S. Mi occuperò anche del suo GL Open Benchmark Suite così come di SPECviewperf, questione di giorni perché devo prima conoscere a fondo una cosa per poterla trattare in maniera obiettiva e completa. Ma il mio contributo resterà pur sempre modesto, dovendomi limitare a riportare link ed opinioni da un blog così poco conosciuto. Mi dispiace soprattutto per gli addetti ai lavori, che non riceveranno una eco pari allo sforzo da loro compiuto.
Inizialmente ho avuto dei problemi di installazione ed esecuzione. La procedura non era chiara, speravo di trovare istruzioni precise nella directory per lanciarmi subito con i benchmark, invece conteneva solo informazioni essenziali: un README con i collegamenti al sito web, un TODO con la lista delle cose ancora da fare: scrivere la documentazione per esempio! Poi mi ha sorpreso il linguaggio di scripting php usato per l’esecuzione batch dei comandi. PHP rappresenta un emblema della portabilità dei programmi fra sistemi operativi, ma questa portabilità è veramente necessaria per i nostri scopi? Sì, se il confronto si deve fare fra Linux con Windows, Linux e FreeBSD o Solaris, ecc. Però siamo abituati a eseguire php sui server per creare e serverire pagine web anziché da linea di comando per mandare in esecuzione le applicazioni. L’impatto del software di benchmark sulla memoria di sistema e sull’elaborazione è cruciale. Forse anche sotto questo punto di vista l’interprete php si rivela una scelta azzeccata per non falsare i risultati, avendo poche dipendenze e consumando risorse minime. Gli intoppi che accennavo in precedenza, non si sarebbero manifestati su una distribuzione Linux, io invece usavo Linux From Scratch e tra una dipendenza e l’altra (PHP 5, Php-GTK) non sono riuscito a venirne a capo immediatamente, ma solo dopo aver chiesto lumi a Michael sul forum.

Michael’s Laptop vs Ferocious

PTS Global raccoglie i risultati dei test. Tramite identificatori si possono effettuare confronti con i benchmark di altri utenti e pubblicarli sul sito, nella sezione creata apposta. Una caratteristica utile e interessante che potrebbe essere migliorata con l’aggiunta di stili personali per la grafica (con tag per un facile inserimento degli istogrammi nei blog o nei siti web). Il sistema sembra pure predisposto per una “autenticazione” degli utenti, previa registrazione. Per il momento però l’upload dei dati avviene in maniera anonima e la ricerca tramite le ID o per categoria di suite. Manca il riassunto finale dei dati con una interpretazione, almeno delle note per spiegare quando i valori sono da considerarsi positivi e quando negativi.
Avendo voluto fare una analisi delle prestazioni con Ramspeed fra il mio portatile e quello di Michael Larabel, principale autore di questo software, mi sono procurato dalla lista la ID che corrispondeva al benchmark da lui svolto e l’ho passata come argomento al programma phoronix-test-suite. Tutto il necessario per la prova comparativa veniva scaricato all’occorrenza da Internet.
PTS Global per Ramspeed test

Micheal’s Laptop:
Logo di Intel Core 2 DuoProcessor: Intel Core2 Duo CPU T9300 @ 2.50GHz (Total Cores: 2), Motherboard Chipset: Intel Mobile PM965/GM965/GL960, System Memory: 1982MB, Graphics: nVidia Quadro NVS 140M, Screen Resolution: 1680×1050. OS: Ubuntu 8.04, Kernel: 2.6.24-14-generic (x86_64), X.Org Server: 1.4.0.90, Compiler: GCC 4.2.3.

Ferocious:
Processor: AMD Turion(tm) 64 X2 Mobile Technology TL-50 (Total Cores: 2) @ 1.60GHz, Motherboard Chipset: Advanced Micro Devices, System Memory: 1009MB, Graphics: nVidia GeForce Go 7200, Screen Resolution: 1680×1050. OS: Linux From Scratch, Kernel: 2.6.23.1 (i686), X.Org Server: 7.2.0, Compiler: GCC

Ho effettuato un’ultima prova comparativa fra il Turion X2 del mio Asus e il processore Intel Pentium M di Michael, i risultati sono pubblicati al seguente indirizzo: root-21922-23591-12366

Monitor Philips 200VW8FB/00 - 16:10, WSXGA+, 5ms e Linux powered

Sunday, February 24th, 2008

Ho pagato il monitor 200€, ma soltanto il giorno dopo mi sono reso conto che lo stesso modello era in vendita a partire da 179€. Se avessi insistito con la ricerca, avrei potuto trovare e acquistare un monitor LG dotato di connessione DVI spendendo appena un euro in piu’. Nel mio caso, la scelta della marca è stata condizionata dalle tradizioni familiari, qui in casa si ha sempre optato per Philips o Phonola (oggi del gruppo Selèco) tanto per i televisori quanto per gli impianti HI-FI, radio o registratori. D’altronde il marchio Philips non ha bisogno certamente di lunghe presentazioni, basta ricordare che essa è tra le aziende piu’ antiche d’Europa nella produzione di apparecchi sia elettrici che elettronici di consumo e per prima lanciò negli anni ottanta, assieme a Sony, il Compact Disc musicale.
Comunque, tornando all’oggetto del mio discorso, il Philips 200VW (20 sta presumibilmente per venti pollici), rimane tutto sommato un buon compromesso fra costo e dimensioni, o come dice la casa costruttrice “è un monitor per aumentare la produttività senza sforare il budget”. Philips si rivolge in particolare all’utenza aziendale, però con i giochi non ha manifestato problemi, per cui mi sento di consigliarne l’uso anche per questa attività.
Le dimensioni della scatola all’apparenza potrebbero far pensare che sia piccolo. Appena ricevuto, temevo si trattasse di un 17″, essendo appunto la scatola grande quanto quella che conteneva il mio precedente modello BENQ FP71G+. Tuttavia una volta aperto l’imballaggio e posizionato il monitor sulla scrivania, ci si trova di fronte a un ingombro accettabile, ottimizzato dal rapporto 16:10: su una scrivania larga un metro, c’è spazio per il monitor stesso, un portatile da 15.4″ (un Asus A6Tc) e un disco rigido esterno (l’Extreme Lan Drive da 5.4″). Il suo colore nero si intona perfettamente con il betulla o il colore del pino massiccio della superficie dei mobili, persino con il bianco di una carta da parato o dell’intonaco, nel caso si scegliesse di appenderlo alla parete tramite i quattro fori di montaggio VESA - le staffe sono vendute separatamente e dovranno essere conformi a tale standard. In entrambi i casi, bisogna posizionarsi dal monitor a non meno di 75 centrimetri. Al di sotto di tale distanza, ho sperimentato personalmente bruciore agli occhi e al viso! La tecnologia LCD emette pur sempre radiazioni, anche se in quantità minore rispetto a quella dei tubi catodici (CRT). Penso di aver scelto bene in base al contrasto espresso dal pannello, il valore di fabbrica per il 200VW è 800:1 ed io avevo in mente di usarlo prevalentemente di sera al buio per giocare o guardare i film.

Per quanto riguarda la convenienza, ci sono tutte le funzionalità tipiche dei monitor moderni che si attivano tramite interfaccia OSD, esse controllano: luminosità e contrasto (tra l’altro direttamente accessibili dai due tasti centrali della pulsantiera, installata sulla destra del lato inferiore dove trova posto il bottone di accensione e spegnimento), il reset del dispositivo, la lingua, i toni del colore: le scelte possibili sono 6500K, 9300K e sRGB, l’assetto della schermata. Sul retro invece, di fianco alla presa della corrente, c’è il blocco Kensington - di scarsa importanza per l’utilizzo domestico, a meno di voler usare il monitor durante i Lan Party… io lo sconsiglio, poiché la tecnologia LCD può subire facilmente danni da urti, sbalzi di temperatura, polvere e ambienti molto umidi. A tal proposito suggerisco di coprirlo dopo ogni utilizzo con la borsa di plastica che lo proteggeva nella scatola, magari aspettando dieci minuti di raffreddamento. L’alimentatore integrato senz’altro è una comodità aggiuntiva, avendo già tre adattatori sul pavimento per il portatile, il disco rigido esterno e la stampante che danno parecchio fastidio alla scopa e all’aspirapolvere…
Linux Powered! - Pur non essendo il monitor certificato da Philips per funzionare con il sistema operativo Linux, è sufficiente avere il driver proprietario di Nvidia (ma lo stesso miracolo potrebbe verificarsi con i sistemi basati su ATI) per lavorare subito alla modalità di visualizzazione consigliata di 1680×1050 e senza disperarsi con il file di configurazione (xorg.conf o XF86Config a seconda dei casi), dato che monitor e scheda video determinano assieme la migliore risoluzione video. Proprio così, a me è bastato collegarlo al portatile, accenderlo et voilà: il login GDM! Ovviamente trattandosi di alte risoluzioni, la scheda grafica deve essere un modello in grado di gestirle; come riferimento si può considerare una GeForce 7300Go con 512MB di memoria Turbo Cache (128MB dedicati) che sul desktop ha eseguito senza cedimenti compiz-fusion per tutto il giorno. Ahimè, con i giochi di ultima generazione (Quake 4, Doom 3, per capirci) direi di puntare invece su qualcosa di piu’ potente, minimo una GeForce 7600GT oppure una ATI HD 2600 XT (si veda a tal proposito l’articolo “Sapphire ATI 2600 XT. Scheda grafica di fascia media“). Con Quake Wars il frame rate è sceso drasticamente a circa 15 FPS, insufficienti per giocare decentemente e apprezzare allo stesso tempo la resa dell’immagine. Per questo motivo riprenderò a parlare del monitor in occasione del montaggio finale del Lan Party UT 250, il prossimo PC che avrò il piacere di usare per i giochi e che iniziai a descrivere in “Obiettivo: 200€ per giocare (1)

PRO: senza dubbio il rapporto prezzo/dimensioni; la garanzia del marchio. OSD completo e funzioni facilmente accessibili. Ha 5ms di latenza. Consuma poco (45W).
CONTRO: assenza di connessione DVI-D; il led di accensione è stato posizionato tra i pulsanti OSD e di accensione, ma così arreca qualche disturbo alla selezione. Non è HDTV Ready.
SCATOLA: contiene il monitor, il cavo di alimentazione (con spina Shuko o “americana”); il CD con il software per Winsuck e una guida rapida (anzi rapidissima) all’installazione.
FRAGGOMETER +2 rispetto a un monitor 17″
QUALITA’ COMPLESSIVA: 8/10