Category Archives: Hardware

L’importante è giocare

Avevo tutte le componenti pronte per il montaggio di un PC particolarmente bello e nutrivo fiducia in AMD perché stava dimostrando buoni intenti nel migliorare il driver per Linux delle schede ATI. Come molti di voi, credo, mi ero fatto questa opinione leggendo gli articoli di Phoronix. Così acquistai con convinzione una Radeon nel novembre del 2007. Ma già alcuni mesi dopo sospendevo l’impresa, infatti stavo dirigendo le mie forze per la realizzazione di un sistema completamente differente, composto da altri modelli e marche. Lo scorso luglio mi decisi finalmente, dopo un anno di tentennamenti, a prendere in mano cacciavite, viti e vademecum del perfetto ‘assemblatore’ per terminare il vecchio progetto: l’obiettivo era aggiornare un sistema basato su una mobo AGP (la Lan Party UT 250 di DFI) con componenti economiche (200€ ‘chiavi in mano’) e abbastanza potenti da permettermi di giocare con i giochi di ultima generazione (almeno Quake Wars). Avevo assegnato al computer il nome Caviator; riconosco di aver fatto una scelta non tanto fantasiosa, perché deriva semplicemente da Caviar che è il modello di disco rigido della ditta Western Digital ordinato assieme alla memoria DDR Kingston da 1GB, il cabinet Vostok di Enermax e il lettore di CDROM LG GH20NS10. Adoro dare un nome ai computer ‘assemblati’ che uso frequentemente per lavoro o per svago. In questo modo posso facilmente indentificarli con categorie specifiche quando devo parlarne su questo blog. Stavo scrivendo quindi una serie di articoli, cominciata nel giugno 2007 e che comprendeva già le seguenti parti

  1. L’idea originale
  2. Obiettivo 200€ per giocare
  3. Sapphire ATI 2600 XT. Scheda grafica di fascia media
Lan Party UT DFI 250, nF4 Ultra-D
Lan Party UT DFI 250, nF4 Ultra-D

E poi dovevo scrivere questo articolo e tessere le lodi di AMD e ATI. Invece la mia opinione personale va oggi nella direzione opposta: l’avevo montato a tempo di record, in mezzora il cabinet era già chiuso e davo corrente all’alimentatore per installare Ubuntu da CD. Non voglio dire che ci sia qualcosa che non va con il desktop di Ubuntu o l’esecuzione degli effetti grafici di Compiz Fusion. Al contrario va tutto bene. Le vicissitudini sono cominciate online, quando era il momento di fare sul serio con i giochi. Appena mi sono collegato a un server remoto di Quake Wars il computer ha fatto le bizze. Ho provato e riprovato per diverse volte, anche con Doom e Unreal Tournament 2004 — Non si sa mai, poteva essere antipatica la tecnologia Megatexture — ma ho di nuovo ottenuto lo stesso esito fatale: macchina inchiodata e inutilizzabile. Pensavo allora a un problema di surriscaldamento, eppure il Cabinet Vostok disponeva di una ventola supplementare di dimensioni generose (per consuetudine non pratico ocing sui miei computer). Se erano le memorie difettose, perché la più vecchia GeForce 5600 FX Ultra mi dava soddisfacenti risultati? No, la causa era software. Ho scoperto in seguito che i possessori di modelli HD 2400 e 2600 per bus AGP potevano godere dei benefici del driver unificato Catalyst a partire dalla versione 8.6, rilasciata lo scorso 18 giugno. Il modesto ’supporto’ per una antica tecnologia (AGP) non era abbastanza per un tipo esigente come me, avido di FPS, con la brama della perfetta stabilità del sistema. Così deluso potevo solo tornare ai patri lidi della nVidia con una GeForce 8600 GTS di marca XFX.

Il PC radiografato con Phoronix Test Suite. Michael’s Laptop vs Ferocious

Mentre leggo la notizia di Phoronix, già fantastico sulle prestazioni del portatile che acquisterò alla fine di questo mese (devo scegliere fra MSI GX 700 o Toshiba X200). Non aggiungerò oggi nulla a quanto è stato già scritto altrove, a parte naturalmente parlarvi di alcune prove effettuate per conto mio con il nuovo Phoronix Test Suite (PTS) sull’attuale computer. Ammetto che l’argomento benchmark è piuttosto ostico, ma i software di questo tipo vengono in aiuto ai principianti perché permettono facilmente di svolgere comparazioni, confronti con altri dati statistici pubblicati sul web oppure semplicemente esaminare a fondo il PC alla ricerca dei punti deboli che compromettono il rendimento complessivo (valore importante per giocare bene). PTS è dunque una collezione di programmi per il Benchmark sotto Linux; non solo Phoronix li usa per i suoi test “interni”, ciò basterebbe come garanzia sui risultati, ma sono stati sviluppati seguendo anche i suggerimenti dei venditori di componenti hardware. Non voglio sminuire i progetti analoghi, anzi colgo l’occasione per ringraziare Encelo per avermi segnalato GL O.B.S. Mi occuperò anche del suo GL Open Benchmark Suite così come di SPECviewperf, questione di giorni perché devo prima conoscere a fondo una cosa per poterla trattare in maniera obiettiva e completa. Ma il mio contributo resterà pur sempre modesto, dovendomi limitare a riportare link ed opinioni da un blog così poco conosciuto. Mi dispiace soprattutto per gli addetti ai lavori, che non riceveranno una eco pari allo sforzo da loro compiuto.

Inizialmente ho avuto dei problemi di installazione ed esecuzione. La procedura non era chiara, speravo di trovare istruzioni precise nella directory per lanciarmi subito con i benchmark, invece conteneva solo informazioni essenziali: un README con i collegamenti al sito web, un TODO con la lista delle cose ancora da fare: scrivere la documentazione per esempio! Poi mi ha sorpreso il linguaggio di scripting php usato per l’esecuzione batch dei comandi. PHP rappresenta un emblema della portabilità dei programmi fra sistemi operativi, ma questa portabilità è veramente necessaria per i nostri scopi? Sì, se il confronto si deve fare fra Linux con Windows, Linux e FreeBSD o Solaris, ecc. Però siamo abituati a eseguire php sui server per creare e serverire pagine web anziché da linea di comando per mandare in esecuzione le applicazioni. L’impatto del software di benchmark sulla memoria di sistema e sull’elaborazione è cruciale. Forse anche sotto questo punto di vista l’interprete php si rivela una scelta azzeccata per non falsare i risultati, avendo poche dipendenze e consumando risorse minime. Gli intoppi che accennavo in precedenza, non si sarebbero manifestati su una distribuzione Linux, io invece usavo Linux From Scratch e tra una dipendenza e l’altra (PHP 5, Php-GTK) non sono riuscito a venirne a capo immediatamente, ma solo dopo aver chiesto lumi a Michael sul forum.

PTS Global raccoglie i risultati dei test. Tramite identificatori si possono effettuare confronti con i benchmark di altri utenti e pubblicarli sul sito, nella sezione creata apposta. Una caratteristica utile e interessante che potrebbe essere migliorata con l’aggiunta di stili personali per la grafica (con tag per un facile inserimento degli istogrammi nei blog o nei siti web). Il sistema sembra pure predisposto per una “autenticazione” degli utenti, previa registrazione. Per il momento però l’upload dei dati avviene in maniera anonima e la ricerca tramite le ID o per categoria di suite. Manca il riassunto finale dei dati con una interpretazione, almeno delle note per spiegare quando i valori sono da considerarsi positivi e quando negativi. Avendo voluto fare una analisi delle prestazioni con Ramspeed fra il mio portatile e quello di Michael Larabel, principale autore di questo software, mi sono procurato dalla lista la ID che corrispondeva al benchmark da lui svolto e l’ho passata come argomento al programma phoronix-test-suite. Tutto il necessario per la prova comparativa veniva scaricato all’occorrenza da Internet. PTS Global per Ramspeed test

Micheal’s Laptop:
Processor: Intel Core2 Duo CPU T9300 @ 2.50GHz (Total Cores: 2), Motherboard Chipset: Intel Mobile PM965/GM965/GL960, System Memory: 1982MB, Graphics: nVidia Quadro NVS 140M, Screen Resolution: 1680×1050. OS: Ubuntu 8.04, Kernel: 2.6.24-14-generic (x86_64), X.Org Server: 1.4.0.90, Compiler: GCC 4.2.3.

Ferocious’ Laptop

Processor: AMD Turion(tm) 64 X2 Mobile Technology TL-50 (Total Cores: 2) @ 1.60GHz, Motherboard Chipset: Advanced Micro Devices, System Memory: 1009MB, Graphics: nVidia GeForce Go 7200, Screen Resolution: 1680×1050. OS: Linux From Scratch, Kernel: 2.6.23.1 (i686), X.Org Server: 7.2.0, Compiler: GCC

Ho effettuato un’ultima prova comparativa fra il Turion X2 del mio Asus e il processore Intel Pentium M di Michael, i risultati sono pubblicati al seguente indirizzo: root-21922-23591-12366

Ageia, Nvidia e UT3. Il giallo continua

NVidia viene considerata dai giocatori la marca migliore di schede video per un sistema basato su Linux. Questa opinione è maturata nel corso degli anni, dai tempi in cui “guerreggiava” con 3Dfx Interactive (poi acquisita); siccome la concorrenza faceva veramente poco per accontentare gli utenti di Linux (sempre piu’ numerosi) che manifestavano interesse per i giochi, nVidia restava incontrastato leader di un mercato di nicchia che comprendeva gaming, video editing e applicazioni 3D in generale, pur fornendo il minimo supporto e driver appena decenti.

Ageia Physx Card
Ageia Physx Card

Infatti oggi si peccherebbe di presunzione dicendo che l’hardware prodotto da nVidia funziona meravigliosamente bene. Per esempio, la tecnologia SLI non sembra produrre buoni risultati, almeno quando il confronto delle prestazioni viene effettuato fra Linux e Windows (si veda NVIDIA SLI: Linux vs. Windows); non è possibile catturare il video da fonti esterne (con i modelli predisposti VIVO e salvo ricorrere a programmi sviluppati da terze parti); manca la tecnologia PureVideo per la decodifica del segnale H.264 (si veda Wikipedia : PureVideo e PureVideo Support on Linux); la scheda GeForce 8800 è poco efficiente in ambito 2D rispetto ai modelli inferiori (si legga This was may be my last NVIDIA hardware).
Ma ci sono anche aspetti positivi da non trascurare: su Linux può “girare” il software CUDA, si tratta di un compilatore C specifico per le GPU GeForce 8; c’è il supporto a Tesla, una innovativa GPU per il calcolo scientifico. E proprio l’acquisizione di Ageia, inventore di PhysX, da parte di nVidia (procedura completatasi mercoledì scorso) potrebbe aprire nuovi orizzonti nel campo dell’high performance computing (HPC). Da questa vicenda è facile trarre delle conclusioni interessanti per chi usa Linux: il processo che incorporerà PhysX in CUDA sarà forse seguito dallo sviluppo del driver per PhysX, la scheda accellerata per i calcoli di fisica; in mancanza di ciò, si potrà sfruttare la GPU tramite CUDA per eseguire applicazioni basate su PhysX.
Ci sono piu’ di cento videogiochi ritenuti PhysX powered per Windows. Per i Linux gamers va invece piuttosto male: avrebbero solo Unreal Tournament 3, ma chissà quando il porting sarà completato, chissà se impiegherà PhysX per la fisica nel gioco!

Fonti (in lingua inglese):

  1. PhysX For CUDA, Linux Support A Given?
  2. GeForce 8 graphics processors to gain PhysX support

Il mouse Logitech MX 400 (performance laser)

Avevo acquistato il mouse Logitech MX 400 Performance Laser la settimana scorsa assieme al lettore MP3 Sansa e250 (di cui parlerò magari in futuro). Il mio precedente modello era sempre dello stesso produttore, il mouse MX 310 ma con il led a infrarossi. Dovevo assolutamente cambiarlo perché si era sverniciato e la rotella centrale non girava tanto bene sul proprio asse; inoltre avendolo sempre lasciato scoperto tutto il giorno sulla scrivania, la polvere finiva inevitabilmente per accumularsi sulla superficie d’appoggio e negli interstizi, formando con il tempo e l’uso un fastidioso sudiciume, difficile da eliminare per giunta. In verità, ci avevo provato a smontarlo e a lavargli il guscio protettivo, ma con quale risultato? Non sono stato poi in grado di rimontare una molla microscopica al posto giusto. Comunque passando dall’infrarosso al laser senz’altro mi avvantaggierò, nelle mie partite online, della maggiore precisione e sensibilità degli spostamenti che caratterizzano questo tipo di tecnologia. Non l’ho ancora provato con i giochi, soltanto stasera dopo cena scoprirò se è valso la pena sostituirlo. Per il momento cerco di abituare la mano alla nuova impugnatura, il mouse è infatti piu’ alto di un centimetro e largo altrettanto rispetto al Logitech MX 310. Non credo sia la scelta ideale per le persone mancine, perché i bottoni si trovano sul lato sinistro e la forma sinuosa si adatta meglio alla mano destra.

Mouse Logitech MX400 laser
Mouse Logitech MX400 laser

Dunque, cambia il design ed entrambi si collegano alla porta USB. Li preferisco a quelli senza fili per una coppia di ragioni: usandoli per un periodo prolungato e senza pause, le onde elettromagnetiche che si sprigionano dai dispositivi possono nuocere alla salute (il portatile già si connette alla Rete con una scheda wireless); siccome il tempo lo trascorro lavorando e soprattutto giocando con il computer, diventerebbe tedioso interrompere le attività per ricaricare la batteria incorporata nel mouse, operazione che puo’ richiedere due ore per completarsi. Sto parlando di 10-12 ore che abitualmente trascorro smanettando!

Caratteristiche

  • Connessione USB
  • Laser tracking.
  • 5 bottoni.
  • Rotella a quattro scorrimenti.
  • Lati sagomati e impugnatura in gomma.

Il mouse viene venduto in una confezione di cartone molto robusta e sulla quale sono stampate informazioni anche in italiano. All’interno il dispositivo alloggia fra due contenitori di plastica che lo proteggono dai graffi. Logitech consegna un adattatore USB/PS2, un libretto con le istruzioni di installazione e un CDROM. Purtroppo il software distribuito è praticamente inutile per gli utenti di Linux e, nel momento in cui scrivo, neppure il programma lomoco può controllarne i parametri, come la risoluzione.
Non mi illudo di avere fra le mani il mouse definitivo; sicuramente ce ne sono specifici per il gaming, per esempio il G5. Lo considero ugualmente un buon prodotto, economico, dotato di puntamento laser e abbastanza ergonomico.

Colpo di nVidia: acquisisce Ageia

Per una questione “legale” con Ageia, Ryan Gordon non ha potuto portare Unreal Tournament 3 a Linux; ebbene questa impasse brobabilmente si sbloccherà, perché giusto ieri nVidia ha annunciato l’acquisizione proprio di Ageia, azienda che progetta harware (PPU) e software (PhysX) specializzato per l’accelerazione dei calcoli di fisica nei videogiochi.
L’obiettivo per entrambe le società è davvero ambizioso e forse i giocatori beneficeranno molto da questa unione, dato che i modelli futuri di GPU GeForce, definite GeForce®-accelerated PhysX, incorporeranno una tecnologia in grado di portare nei giochi effetti ultra realistici; come complemento a CUDA naturalmente, NVidia fornirebbe così una propria soluzione per migliorare il calcolo fisico su PC e Playstation 3 nel mercato dei videogames o in campo scientifico, grazie anche alla programmazione parallela, nella computer vision, il video editing in tempo reale, ecc.

Ageia Physx card
Ageia Physx card

Sapphire ATI 2600 XT. Scheda grafica di fascia media

Ho ritirato la scheda video ieri dal negozio. Sono però ancora impaziente di avere tutte le componenti disponibili, perché soltanto così potrò completare il montaggio del PC e verificare, sulla base delle scelte fatte il mese scorso, se Quake Wars “girerà” con un buon FPS. Oggi mi limiterò dunque a presentare con alcuni scatti fotografici la componente video, ovvero una ATI HD 2600 XT di marca Sapphire per bus AGP 8x, costata 101,50€.
Ciò che risalta di più sulla confezione è la dicitura “256MB GDDR3 Memory” e poi, ovviamente, al centro il personaggio femminile 3D (riprodotto anche sul corpo del dissipatore della GPU) che dovrebbe incarnare il vero spirito “combattivo” della scheda video con quei videogame tosti da elaborare. La scatola ha dimensioni ridotte, ma comunque nell’insieme è assai robusta; essa contiene il cavetto per il collegamento alla TV e quello per l’alimentazione ausiliaria, la guida rapida all’installazione, un adattatore DVI-VGA, un adattatore RCA, il CD con il software per Windows XP e Vista, infine la Sapphire HD 2600 XT ben protetta da una busta antistatica e assicurata saldamente alla scatola da “linguette” di cartone.

Sapphire Radeon HD 2600 XT
Sapphire Radeon HD 2600 XT

Le caratteristiche tecniche principali, riportate dal sito di Sapphire Italia, sono le seguenti:

  • GPU: ATI Radeon RV630 XT
  • Bus: AGP
  • Memoria: 256MB
  • Tipo di memoria: GDDR3 128-Bit
  • Freq. memoria: 1400Mhz
  • Engine clock: 800Mhz
  • Ramdac: 400Mhz
  • Tecnologie Integrate: OpenGL 2.0

 

Quake Wars 1.2 R5, nVidia GeForce 7300 Go e Linux From Scratch 6.3. Nuovo bench

Propongo in questo articolo i risultati del benchmark effettuato tra ieri e oggi sul mio portatile con il driver beta 169.04 per schede nVidia e il gioco Quake Wars.

Non posso dire con assoluta certezza se questa versione incrementa le prestazioni di Quake Wars, perché i dati relativi al timeNetdemo che ho in mano non superano nettamente quelli rilevati all’inizio di novembre. C’è stato un progresso, ecco.
Il problema di stabilità riscontrato con il driver Nvidia della serie 100.XX durante l’ultimo test con LFS 6.3 non si è più ripresentato, per esempio. Non potendo usare il driver 1.0-9755 a causa del kernel installato, a questo punto il “169.04″ è, fra tutti quelli disponibili, il driver che devo preferire per giocare. Tra l’altro è stata aggiunta, nel pannello di controllo della scheda video, una interfaccia alla tecnologia PowerMizer per monitorare lo stato della GPU (vedasi immagine a lato). PowerMizer è una peculiarità delle GeForce per mobile computing (Go 7300, 8600M). Essa gestisce efficientemente la potenza richiesta dalla GPU nei vari task. Ma nemmeno passando da Quake Wars 1.2-11401 a 1.2-11663 con la release 5 (R5) del client di gioco, il frame rate medio è migliorato. E’ proprio giunto il momento di esaminare un sistema hardware alternativo.
Anche stavolta ho considerato per la prova tre livelli di dettaglio, corrispondenti alle denominazioni: “low quality”, “medium quality”, “high quality”; essi si determinano opportunamente variando i parametri principali della grafica, nella scheda delle impostazioni video del gioco. Ho usato la mappa Salvage, registrata tempo fa durante una partita online, per il timeNetDemo.

Sta Quake Wars sfruttando pienamente le capacità multithreading della CPU Dual Core montata sul portatile A6Tc? Probabilmente no. La variabile r_useThreadedRenderer ha internamente valore 0 ed è impossibile cambiarlo. A proposito di questo, spero di raccogliere maggiori informazioni per il prossimo articolo sul tweaking.
Alla risoluzione di 1280×1024 pixels e dettagli minimi ho rilevato 24.1 FPS. Qui mi fermo, perché nemmenno con i dettagli alti a 800×600 ho potuto far girare il timeNetDemo, purtroppo.