Archive for the ‘Giocoteca’ Category

Standing ovation

Tuesday, November 4th, 2008

Che autunno ragazzi! Mi accingo a provare la nuova avventura di “On the Rain-Slick: Precipice of Darkness”, costatami appena undici euro e mezzo. In verità la aspettavo per Natale, ma devono aver lavorato davvero con eccezionale entusiasmo i programmatori di Hothead Games, dato che la consegnano già questo mese. La novità più sensazionale secondo me è questa: a partire dal secondo episodio di Penny-Arcade, il sistema chiamato Nitrogen riporta su GreenHouse il numero di uccisioni e di trionfi ottenuti nei duelli di ogni singola partita. Le statistiche sono in bella mostra in un riquadro della scheda personale memorizzata sul sito, nell’elenco dei primi cinquanta giocatori di tutti i tempi e funzionano anche offline. Basta lanciare il gioco ogni tanto con la connessione a Internet per aggiornare il profilo del giocatore.

Arricchito con Nitrogen

Arricchito con Nitrogen

Rain Slick, la seconda avventura

Wednesday, September 3rd, 2008

Al Penny Arcade Expo, la fiera per il giocatore voluta da Jerry Holkins e Mike Krahulik, c’era anche un breve filmato del secondo episodio di Rain-Slick. Molti italiani, tedeschi, francesi e spagnoli vorrebbero seguire la storia dei loro eroi con i dialoghi tradotti in madrelingua. Secondo me il successo che ha riscontrato il gioco, con le vendite di giugno e luglio, dovrebbe comunque incoraggiare gli autori ad assumere esperti traduttori per internazionalizzare tutta la prossima serie di esilaranti gag che i protagonisti esibiranno durante la caccia al gigantesco robot per le strade di New Arcadia. Ammetto che anch’io ho incontrato qualche problema a capire lo slang in certe situazioni, ma con un buon vocabolario di inglese potevo lo stesso farmi due risate. Ron Gilbert è tra i principali produttori di giochi di avventura per computer. Agli inizi di quest’anno ha assunto l’importante incarico di direttore creativo negli studi di Hothead Games a Vancouver, in Canada. L’apice della carriera l’aveva già raggiunto quando lavorava con LucasArts. Ora Ron sta lavorando su un altro gioco a episodi, intitolato DeathSpank che poi è il nome del personaggio principale apparso anche sul suo blog; sta tentando di far incontrare il suo vecchio capolavoro Monkey Island con il celebre Diablo, ovvero l’avventura e il gioco di ruolo. A me sembra una buona idea, perché questi generi sono trascurati su Linux, soprattutto i giochi di un certo spessore artistico vengono a mancarci.

deathspank.jpg

Fatti sotto

Wednesday, August 20th, 2008

Return to Castle Wolfenstein ha una storia meravigliosamente riuscita di spionaggio, guerra e occulto. Ancora a distanza di molti anni trascorro volentieri delle ore davanti al computer a sparare ai nazisti e alle orde di mostri che avevano risvegliato dall’oltretomba. Secondo me è, tra tutti i giochi disponibili per Linux, quello che ha lasciato un ricordo indelebile fra gli appassionati della seconda guerra mondiale. Soltanto il seguito intitolato Wolfenstein potrebbe superarlo. La versione multiplayer di Return To Castle Wolfenstein (RTCW), online e appena pochi mesi dopo la pubblicazione, ottenne il consenso di devoti giocatori. Ciò che mi ha colpito veramente del gioco, nel suo insieme, sono stati gli aspetti del conflitto presentati attraverso rischiose missioni da portare a termine con diverse tattiche, pena l’insuccesso: fuga, assalto e sabotaggio, talvolta compiute in quei dubbi contesti dove si pensava i nazisti si erano impegolati, ovvero la magia, l’occultismo, la ricerca scientifica dell’arma di distruzione finale, e che potevano aiutarli a ribaltare le sorti della guerra.

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Nel video appena presentato, ho indossato i panni dell’agente segreto B. J. Blazkowicz al servizio degli alleati (UAS) e sono fuggito illeso, battendo anche un tempo record personale, dalle prigioni di Castle Wolfenstein: si tratta di un bastione medievale che ricorda il castello di Wewelsburg dove il gerarca Heinrich Himmler aveva piazzato il quartier generale dellle SS (storico) per l’indottrinamento delle giovani reclute e per completare, si dice, altre oscure attività. Raggiunti i membri della Resistenza nei pressi del villaggio vicino, B.J. viene equipaggiato con nuove armi e informato sulle operazioni di scavo di Helga von Bulow nelle misteriose cripte del cimitero. Là sotto si devono affrontare due nemici: crucchi disperati e temibili non-morti. Nelle catacombe sono richieste forse le missioni più difficili di tutto il gioco! All’uscita inizia l’inseguimento del colonnello Wilhelm Strasse, soprannominato Deathshed, a capo dei progetti speciali più avanzati dell’esercito tedesco. Un uomo tutto d’un pezzo, che dà molto filo da torcere alla UAS con le sue ‘invenzioni’. Strasse è totalmente votato alla scienza, al contrario dei suoi colleghi non si lascia mai coinvolgere nelle imprese poco ortodosse e disprezza in modo assoluto sia l’alchimia che la magia. Naturalmente gli esperimenti scientifici subiscono, a causa dell’intrepida spia americana, una brusca interruzione. Fugge infine a bordo di un razzo verso una destinazione sconosciuta. Ma forse proprio questo presunto fallimento potrebbe gettare le basi per un suo ritorno in pompa magna in Wolfenstein che sta preparando Raven Software. Mi piacerebbe trovare nel seguito, sull’onda del successo di RTCW, ancora le statistiche finali per ogni singola missione, le aree segrete e i tesori; vorrei la stessa fisica di gioco che mi permetteva di compiere in determinate occasioni una corsa a rotta di collo (rush), magari sulle stesse note delle musiche di RTCW che esaltavano tanto il giocatore nelle varie concitate azioni di guerra. Il seguito potrà essere giocato anche su Linux? C’è solo un filo di speranza, perché Wolfenstein uscirà in concomitanza con altri titoli di id Software (vd. QuakeCon Recap): certo John Carmack se lo augura, ma non toglierà programmatori da altri progetti (Rage, Doom 4 e Quake Live) per lo sviluppo della versione per Linux.