Archive for the ‘Galleria immagini’ Category

Rivalutare Doom 3 per prepararsi a Doom 4

Saturday, August 2nd, 2008

Chi non ha mai giocato a Doom 3 ha due buoni motivi per rimediare questa estate. Il primo senz’altro glie lo dà il prezzo, sceso di oltre il 50% (oggi si trova a 19.98€ su GameWarp.it, 9,38€ su Play.com e 19,95€ su ixSoft), il secondo è insito nella natura del gioco stesso: Doom 3 è uno shot’em up 3D basato su una storia di orrore e fantascienza, con tanti colpi di scena e situazioni imprevedibili che mettono il giocatore in uno stato di forte tensione per tutta la durata del gioco. Un titolo di questo tipo e con simili caratteristiche per Linux non se ne vedevano da lungo tempo. Insomma difficile rinunciare al genere d’avventura di Doom 3 proprio ora che è in saldo (alcune note sulla procedura di installazione sono raccolte in “Omnipedia“).

Zombie minaccioso

Nelle notti estive è facile spingere gli occhi oltre la volta del cielo, complici le giornate belle di questa stagione, semplicemente per esprimere un desiderio al passaggio di una stella cadente, oppure più realisticamente per indagare sulla natura degli astri perché stupiti dalla loro natura. Forse nel profondo dell’animo vorremmo anche sfidare le leggi della fisica per superare all’istante le enormi distanze che ci separano e svelare un grande interrogativo dell’uomo moderno: c’è vita lassù? Si può magari trarre vantaggio da Doom 3 per compiere esclusivamente un viaggio immaginario seduti davanti al computer, con destinazione il ‘vicino’ Marte. Non darà le risposte ai nostri quesiti, ma ci mostrerà delle cose ugualmente interessanti sul progresso possibile della civiltà nei prossimi secoli.
«Il diavolo esiste [...] ho costruito la sua gabbia». L’apertura di un portale sull’inferno ha scatenato la furia omicida di feroci demoni nella base Mars City della UAC (Union Aerospace Corporation) sul pianeta rosso. Gli uomini l’hanno scoperto per caso e la sua utilità è molto dubbia (Betruger potrebbe obiettare). Nel gioco si possono trovare tecnologie verosimili dell’anno 2145: per allora i nostri discendenti avranno già inventato probabilmente un sistema per estrarre acqua e ossigeno dai giacimenti minerari di Marte (denominato Hydrocon dagli autori di Doom), in modo da poterlo colonizzare e costruirvi basi in cui vivere agevolmente. Alla luce anche delle recenti scoperte fatte dalla missione della NASA con la sonda Phoenix, ciò che oggi viene considerata fantascienza diventerà un giorno realtà: abitare Marte.

L’espansione Resurrection of Hevil è la continuazione della storia di Doom 3. Si nota l’impronta di Nerve Software fin dalle prime mosse: gli ambienti sotterranei e certi cupi scenari ricordano gli scavi archeologici del mitico Return to Castle Wolfenstein. Il giocatore viene accompagnato anche stavolta da una voce fuori campo lungo un percorso di venti livelli, utilizzando lo stesso armamento di Doom 3, con l’aggiunta del Grabber: un fucile in grado di sollevare oggetti e proiettarli lontano da chi lo impugna. Deve per giunta scontrarsi con sei nuovi terribili mostri.
E’ presto invece per esaminare approfonditamente Doom 4, non avendo id Software rivelato molti dettagli, ma si sa che userà lo stesso motore grafico di Rage, denominato id Tech 5, e sarà limitato a 30 Frame per Secondo (30 Hz) anziché 60. Secondo John Carmak, questa limitazione permetterà al gioco di apparire ultra realistico rispetto a Rage, a parità di potenza di calcolo (vd. The John Carmack Interview. Rage, id Tech 6, Doom 4 Details, and More!).

Giallo a New Arcadia

Sunday, July 13th, 2008

Nel 1922, a New Arcadia la casa di un cittadino qualunque veniva distrutta da un enorme Robot di tipo steam-punk. Due misteriosi individui seguivano le tracce lasciate dall’automa, mentre insoliti avventurieri cominciavano a vagabondare per il sobborgo e i cittadini manifestavano sentimenti di smarrimento di fronte alla minaccia. Chi aveva messo in circolazione questa macchina che procedeva implacabilmente verso una meta ignota devastando ogni cosa? Era un complotto politico, una invasione extratterrestre, oppure semplicemente un piano ordito da una combricola di pazzi? Il primo episodio di Rain-Slick: Precipice of Darkness non dà la risposta a tutte queste domande. C’era da immaginarlo, non potevano mettere troppa carne al fuoco per (approssimativamente) sei ore di gioco acquistate con una modesta spesa di tredici euro. E` la prima avventura della serie.

Grande Mimo

Dunque, il gioco comincia con un fase preparatoria sulle tecniche di attacco e movimento lungo una strada di New Arcadia: si “clicca” sul terreno per compiere spostamenti nell’area circostante, il puntatore segnala quando un oggetto può essere raccolto o distrutto. Non ci sono grandi ostacoli da superare, più che altro bisogna fare lo sforzo mentale di capire i dialoghi, anche spiritosi, che si instaurano tra i diversi personaggi incontrati. Essi rivelano spesso indizi preziosi per continuare la caccia al robot; purtroppo non esiste la traduzione in italiano. I due tipi eccentrici individuati all’inizio dell’avventura altri non sono che Gabe e Tyco, protagonisti del fumetto Penny Arcade. Si fa la loro amicizia proprio in questa prima mappa. Noi armati di rastrello, Gabe a colpi di pugni e Tyco con un mitragliatore ripuliremo le vie da ferraglia, individui poco raccomandabili, molestatori o artisti da baraccone. In ogni scontro si attacca a turno, un dado decide chi sferra l’attacco. Naturalmente possiamo difenderci dall’azione ostile dell’avversario, dirò di più: se blocchiamo in tempo una sua iniziativa, abbiamo il diritto a un contrattacco. Quando superiamo la prova, ogni nostro personaggio guadagna esperienza, nuove abilità o rottami da riutilizzare per potenziare le armi. Al contrario, in caso di sconfitta si perdono i personaggi e la partita ricomincia dall’ultimo salvataggio automatico. Non ci sono comunque difficoltà insormontabili se si presta attenzione a cosa fanno i cattivi durante gli scontri, ma soprattutto se durante il cammino raccogliamo tutti gli oggetti utili: bende, pozioni che incrementano la forza, la difesa o la velocità, bombe, dinamite, ecc. Questi oggetti sono a disposizione nelle borse dei tre personaggi, che a turno possono impiegarli per curare ferite o indebolire gli avversari.

  • Grafica: 7.5
  • Suono: 7
  • Gioco: 8.5
  • Sistema:7
  • Globale
    • 7.5

Il Torque Engine è stato adoperato con maestria. Dal punto di vista grafico, Rain-Slick si potrebbe confondere con un cartone animato, ha colori sgargianti e atmosfere adatte alle varie zone da visitare: cupe per i quartieri malfamati, vivaci per i quartieri ricchi di New Arcadia. Diversi effetti sonori di buona qualità sono abbinati alle situazioni previste dal gioco, alcuni motivetti musicali accompagnano il giocatore negli scontri con i nemici di fine livello.

Titolo: On the Rain-Slick Precipice of Darkness.
Protagonisti: Gabe, Thyco… un cittadino qualunque di New Arcadia

Dove acquistarlo: Play Green House

Penny Arcade. Il demo

Monday, June 2nd, 2008

Accadde a New Arcadia, nel 1922. Un gigantesco automa alto 9 piedi dopo aver distrutto la casa di un comune cittadino, avanzava verso il centro della città seminando terrore, annientando cose e persone.
Ricorda il principio del film “La guerra dei mondi” di Steven Spielberg, in realtà si tratta del preludio agli eventi che caratterizzano il primo episodio dell’avventura ludica per computer intitolata On the Rain-Slick Precipice of Darkness, degli stessi autori di Penny Arcade.

New Arcadia, 1922

Il gioco non comincia in una terra dimenticata, su una astronave in orbita attorno a un pianeta alieno oppure nel mezzo di una battaglia storica. No i guai passano dal giardino di casa. E che guai!
Una voce fuori campo incita il giocatore mentre insegue il misterioso cyborg; lo mette in guardia dei pericoli, a volte usando termini slang. Chi conosce bene la lingua inglese (i dialoghi non sono stati tradotti in italiano), comprenderà meglio la storia e saprà afferrare appieno anche il senso dello humor nei discorsi dei vari personaggi, buoni o cattivi, che incontrerà. Si capisce che l’umorismo è una componente importante, presente in molte situazioni paradossali. Capita infatti di trovare oggetti abbandonati per strada e soltanto apparantemente innocui, ma che nascondono all’interno orde di nemici. Nel pieno rispetto dello spirito comico della serie Penny Arcade. Altri oggetti invece celano preziose risorse: bende per curare ferite, pozioni di forza, veleni, arance, ecc. da usare all’occorrenza.
Non giocavo un’avventura di strada dai tempi di Paper Boy sul Commodore 64. In Rain-Slick l’azione non segue però un percorso rettilineo impostato dal computer, il giocatore ha maggiore libertà di movimento. E’ facile spostarsi da un margine all’altro della strada con il sistema “punta e clicca”. Vuoi raccogliere gli oggetti? Doppio click su una cassetta o una patumiera e il nostro personaggio li frantumerà a colpi di rastrello.

La demo ha dei limiti evidenti: non è possibile evitare il filmato introduttivo, manca la funzione di salvataggio della partita.